Mini guida di Chambery

Vi avevo annunciato che sarei partita presto per nuove mete, quasi come se l’idea di rimanere ferma in città per un po’ non mi appartenesse.

Faccio e disfo valigie ormai con una nochalance invidiabile e considero tutto questo tran-tran – alle volte un po’ stancante lo ammetto – una vera fortuna.
Questa volta è la Francia che mi ha ospitato e che volete che vi dica, penso in una vita precedente di aver sempre vissuto con una baguette sottobraccio, l’odore di un formaggio stagionato nel naso, la maglietta a righe e il rossetto rosso, perchè ogni volta che metto piede in territorio francese io mi sento un po’ a casa.

Sveglia all’alba, Milano e 28 gradi, muffin al cioccolato in stazione e partenza con il TGV Milano-Parigi – a me solo la scritta Parigi sul biglietto mi aveva stampato un sorriso a trentadue denti – destinazione Chambery.
Poche le ore di viaggio, seduta nella mia comoda poltronciona in prima classe mi godevo la città che lasciava spazio alla montagna e aggiungevo ad ogni stazione strati e strati di abbigliamento. Partita in canottiera, arrivata con il piumino, per intenderci. 
Chambery, pioggia, 16 gradi.

Ai più Chambery sarà forse nota per le competizioni ciclistiche, ma la nostra scoperta è partita dalla storia e da un giro turistico della città.
Il centro storico è composto da un dedalo di viuzze che nemmeno i labirinti delle fiabe arrivavano a tanto, facciate di pietra, piccoli passaggi, macchie di colore nei portoni e degli interni di palazzi antichi da lasciare a bocca aperta.
Un’appassionata di fotografia come me poteva forse rinunciare a scattare una foto della scala più famosa della città? No, infatti.

Chambery è tanto altro, le montagne tutt’attorno, le cime innevate che si scorgono lontano sembrano abbracciare e racchiudere questa città in cui è forte il sapore della storia, per lungo tempo capitale storica della Savoia, ha saputo poi mescolare in maniera armonica arte antica e architettura moderna.
Jan Jack Rousseau che per lungo tempo vi ha soggiornato – vi consiglio di andare a visitare la sua casa, se non altro per il panorama meraviglioso e quel profumo di letteratura e pagine di libri antichi che sprigionano i muri – definiva Chambery come il luogo in cui si gode la dolcezza della vita in tutta tranquillità.
In questi tre giorni intensi di tranquillità ce ne è stata poca, ma la dolcezza è emersa eccome. Nei giardini alla francese tra il profumo di menta e rosmarino, nella tranquillità del giro in battello a Aix Le Bains, in quei formaggi che “oddio perdo la testa”, nei vini magnifici che abbiamo assaggiato, nei modi gentili di chi ci ha portato per mano in questo territorio per noi sconosciuto.

Dicono che un viaggio non ci lasci mai uguali a prima di partire, ci cambia, ci arricchisce, ci mette alla prova, ed io, nota pensatrice accanita, non posso far altro che chiedermi: cosa ho imparato?
 Me lo sono appuntata su un quadernino ogni sera, forse sembrerà un gioco banale, ma vi assicuro che il risultato non lo è.
Ho imparato che non importa quante volte cambi luogo, stato, regione, città, non sempre riceverai un accoglienza gentile, non sempre sarai soddisfatto, ma a volte ti sentirai benvenuto e atteso, come qui. Come ora.
Ho imparato che ci sarà sempre un vino che ti farà perdere la testa, in ogni viaggio. Il mio l’ho trovato in una magnifica degustazione a Chateau des Comtes de Challes.
Ho assaggiato ogni formaggio che i miei occhi osservavano e ho imparato che più sono tipici, unici, puzzolenti e forti e più creano dipendenza. E già ora mi chiedo come potrò fare a meno di quelli che ho assaggiato.
Ho imparato che i ricordi emergono quando meno te lo aspetti, come in una mattina piovosa visitando la stazione – che lasciatemelo dire è forse il luogo che mi ha rapito il cuore. Bellissima con la sua struttura architettonica in ferro battuto che fa molto tour eiffel e con le sue locomotive ormai stanche – e pensando a quanto sarebbe piaciuta al mio babbo che i trenini li adora.
Ho imparato che i giorni di viaggio non bastano mai, perchè alla fine rimane sempre qualcosa che avremmo voluto vedere, fare e assaggiare.

In attesa di tornare per vedere ciò che mi sono persa vi lascio con i consigli e tutti gli indirizzi utili.
Fate buon viaggio, mi raccomando:

⁃ Chambery si raggiunge facilmente in treno, poche ore da Milano con TGV (www.voyages-sncf.com). I treni partono tre volte al giorno e se avete in mente di seguire qualche itinerario ciclistico, potete trasportare comodamente anche la vostra bicicletta.
⁃ Visita alla cantina con degustazioni di vini tipici della Savoia, assolutamente da non perdere. A lume di candela, spiegazioni e assaggi al Chateau des Comtes de Challes
⁃ Se volete un suggerimento su dove dormire, io ho passato le mie notti in un megaletto presso Hotel Le Cinq , dove c’è anche una meravigliosa piscina che ahimè non ho avuto tempo di provare.
⁃ Parliamo di cucina, dove mangiare? Sicuramente due delle nostre scelte migliori sono state Ristorante O Prevenches e Ristorante Domaine de Saints Pères, in cui mi sono mangiata le rane fritte sperando diventassero principi azzurri.
⁃ Un giro in battello su Lac du Bourget partendo dal porto di Aix-les-Bains, tutti i dettagli li potete trovare sul sito della compagnia
⁃ Se state pensando di eleggere Chambery meta delle vostre prossime vacanze forse vi possono essere utili per ulteriori consigli, il sito dell’ Ente del turismo francese e l’ufficio del Turismo di Chambery

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Martina Ciordinik
www.testanelfrigo.it
MARTINA

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