Wedding in Closette Style

anti matrimonio

Tutto è successo il 13 Dicembre 2013.
Ma vorrei fare una precisione, nomino a fatica la parola matrimonio perchè sin dall’inizio l’abbiamo chiamata “Quella Cosa”! Confusi? Ora vi schiarisco le idee o forse le confondo ancora di più!

Ebbene si, io da tutta la vita sono matrimonio- (l’ho ridetto e ohimè capiterà spesso in questo post) -repellente. Cioè, una cosa che al solo nome ho sempre rabbrividito da farmi venire l’orticaria. Io non mi sposerò MAI. Credo che questa sia stata una delle prime cose che ho pronunciato prima ancora di dire mamma, papà o cacca credo! E poi? Epppoi inciampi nel principe azzurro (mica uno qualunque eh), in colui che dal primo istante ti fa sentire le farfalle nello stomaco (e te le fa sentire ancora dopo anni),il colpo di fulmine proprio, colui che mi ha corteggiata come solo un cavaliere di altri tempi sapeva fare (cioè, io gli avrei detto di si al ciao..ma un pò dovevo pur tirarmela) . Colui che si prende ogni giorno cura di te, ti fa sentire amata, desiderata…ti fa sentire speciale in ogni istante, ti fa battere il cuore con un messaggio o uno sguardo e…..eeevabbè, non vado oltre o qua ci cariamo tutte i denti eh! Per farla breve, in una fredda sera di dicembre ho incontrato l’anima gemella..quella persona che ri-incontri, perchè la sensazione è quella di conoscerla da sempre!!! Perchè amiche mie esiste. L’incastro perfetto esiste, certo bisogna avere una botta di culo pazzesca che manco la Lotteria di Capodanno ma esiste!
E devo ammettere che quasi da subito io, anaffettiva cronica e allergica agli abbracci, ho iniziato spudoratamente a vacillare davanti a costui (noto ormai come Marco-il-santo-Marco-il-mio-fidanzato) e a stravolgere il mio pensiero, quello di cui mi son fatta forte per una 30ina di anni (robetta insomma) . E mi si è pure piazzata quell’espressione cretina in faccia che ho sempre aberrato.
Perchè si può sempre cambiare idea nella vita no? Ecco, io sono la prova vivente!
E, ciliegina sulla torta, questo meraviglioso esemplare di sesso maschile con gli occhi verdi, pochi mesi prima, in una calda sera d’estate, in un posto in Corsica a noi molto caro,Saint Florent per essere precisi, mi ha fatto andare di traverso l’hamburger chiedendomi di sposarlo!
Così, dopo avermi fissato per qualche secondo (io già immaginavo di avere pezzi di insalata tra i denti e lo volevo insultare) , tac, mi spiazza e mi dice quella roba lì che io ho capito dopo una ventina di minuti di risata isterica e 8 litri di birra mandati giù in un sorso. (Per i dettagli vi attaccate, non posso mica dirvi tutto eh ci sono minorenni che leggono- scherzo mamma!)
Panico, ma allora sta succedendo davvero! E adesso? Io odio il matrimonio. Cioè non il matrimonio ,tanto meno con lui, ma la festa in se io la odio, anzi la SCHIFO proprio.
Non voglio aizzarmi contro l’ira delle wedding planner o delle fanciulle che sognano il grande giorno da una vita ma io quel modo di festeggiare lì proprio non lo posso digerire e fortunatamente nemmeno lui! Opinione personale eh, non critico chi lo fa ma io anche no, grazie!
E così in nemmeno 3 mesi abbiamo fatto tutto davvero a immagine e somiglianza nostra.
L’abito, eheheheh so che non vedete l’ora di sapere come mi son conciata! Allora, io che volevo sposarmi in jeans (giuro che questa era la mia idea) mi sono ritrovata non con uno ma con ben D-U-E abiti. Legge del contrappasso? Pò esse!
Il primo, che ho indossato poi in un’altra occasione legata sempre a “Quella cosa”, è stato disegnato dalla favolosa stilista e amica Olivia Ghezzi Perego, di Maison Olivia. Disegna spesso abiti per spose unconventional e con me ha fatto un fantastico lavoro. Un meraviglioso abito in pizzo color latte.

Maison Olivia abito

 

Ma proprio mentre lo portavo a casa mi è arrivato un regalo da parte della mia azienda: un abito immaginato su di me, disegnato dalla stilista Manuela Lugli, l’anima del brand Ki6? nonchè donna straordinaria. Ho scelto il secondo abito per l’affetto che mi lega a Manuela e perchè ammetto che quando ho visto la bozza c’è scappata la lacrimuccia! E un ringraziamento va ovviamente anche a quelle due sante donne dell’ufficio stile, Antonella e Marta!

Abito sposa Ki6

Ma siccome io non posso essere una sposa classica (anche perchè lui si è sposato davvero in jeans…E-I-O-L-O-A-M-O-A-N-C-O-R-A-D-I-P-I-U’) perchè di base non lo sono, ed è già tanto che ho scelto abito bianco, ho dato un tocco ‘seventies’ al tutto abbinando uno stivale di Casadei (comprato per l’occasione -perchè ogni scusa è buona- indovinate un pò? Su internet, per la precisione su Yoox e ve lo dico, ho fatto un affare pazzescooo), un cappotto vintage che comprai 12 anni fa in un mercatino….insomma un look tra il Sienna Miller in Alfie e Charlie’s Angels(de noartri però eh) .
Volevo truccarmi da sola ma poi le mie amiche mi hanno avvisata: andrai nel panico e farai un casino, così mi sono rivolta a Veronique, truccatrice di molte vipsss (l’avete vista in compagnia di Enzo Miccio su Real Time per Missione Spose), e per i capelli al mio mitico ed unico hair stylist (perchè dire parrucchiere non va più di moda), Tommy di My Place. Che ve lo dico a fare, risate anche a casa tra battute, caffè versato, Marco che non se ne voleva proprio andare, mia madre che si sbellicava e la Vale che scattava foto improponibili (ecco, quelle ve le risparmio….grazie Vale).

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Tommy My Place

Tommy My Place

Ma veniamo al dunque! Una piccola cerimonia in comune di venerdì 13 (non grattatevi anche voi, quella data ha per noi un certo significato..e poi è Santa Lucia…Christmas mood perfetto) mentre tutti ci mettevano in guardia tirando fuori cornetti vari e gesti scaramantici di ogni tipo . Ehehe ma noi le cose se dobbiamo farle le facciamo bene! Niente bomboniere, niente confetti, niente partecipazioni, niente inviti. A celebrare il rito Virginia,una cara amica, aspirante attrice di teatro (cioè qualche spettacolo lo ha già fatto eh, quindi aspirante un corno), compagna di serate pallavolistiche, collega di lavoro e gemella separata alla nascita del mio fidanzato, perchè ‘sti due qua sono proprio uguali, sputatiiiii e il feeling tra loro è stato inevitabile. Una comica dall’inizio alla fine, non abbiamo fatto che ridere, dal momento in cui siamo entrati a quando ci siamo scambiati le fedi perchè io, nel pallone e con le mani tremanti, mi stavo infilando la sua e lui idem. Questo mentre lei, ribattezzata Il Sindaco Don Virginia, personalizzava il rito raccontando di noi due e della nostra storia e prendendomi in giro sul fatto che trito i maroni alle persone raccontando di quanto lui sia favoloso e perfetto (si perchè ‘st’uomo qua difetti zero). Come conclusione l’augurio che si fa sempre a teatro, augurio fatto in coro con tutti i presenti..l’augurio di…TANTA MERDA PER NOI! E lì l’apoteosi proprio, chi rideva, chi applaudiva, mio padre che un pò piangeva e un pò si sganasciava dalle risate, il messo comunale che ci guardava confuso pensando di essere in una puntata di Scherzi a Parte. Io ve lo giuro mi sono letteralmente piegata dalle risate! All’ingresso, Paola Genellini, violinista professionista, ha suonato a sorpresa (sorpresa per Marco) dei pezzi a cui siamo molto legati, al mio ingresso Sailing di Rod Stewart, allo scambio degli anelli, Nothing Else Matters dei Metallica (perchè l’anima metallara del mio fidanzato non poteva esser messa da parte) e a conclusione un’altra canzone di Rod Stwewart, I dont’want to talk about it.

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federica micoli matrimonio

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Dopo la ‘cerimonia’ un pranzo con familiari più intimi, testimoni (per me il mio amico Fabri, compagno di merende nonché partner in crime in The Cook Club insieme a Miguel, per lui il suo storico amico Filippo, anche lui anti-cerimonia—- non li abbiamo scelti a caso eh!), e alcuni amici che fanno parte della famiggghia ormai (tipo il mio ex boss. sorella acquisita Angela).

Location scelta, The Small, ristorantino non lontano dal luogo della cerimonia.Posto a cui siamo molto affezionati e dove abbiamo passate delle serate favolose. Perfetto per un matrimonio così anomalo…..e piccolo…così..Small! (Un grazie speciale al sempre mitico Ale per la meravigliosa accoglienza e per le risate che ci ha fatto fare anche lui). Atmosfera festosa, natalizia e intima.

The Small Milano

The Small Milano

 

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La torta nuziale (che strana parola) è stata realizzata dalla mia amica Clarissa Gentile. Una piccola opera d’arte con sopra la nostra amata moto KTM, compagna di viaggi e avventure.

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Molti ancora non capiscono il perchè di un matrimonio così, qualcuno si è anche offeso per non aver ricevuto invito (invito che di base non ha ricevuto nessuno), ma quando abbiamo proposto di venire in comune si è rifiutato (……..), perchè si sa, la cerimonia vera è a tavola! Altri ci hanno duramente criticato, c’è chi ha detto che non si è trattato di un vero matrimonio (e chi ha detto ciò ovviamente non c’era quel giorno o non ci conosce abbastanza), che la cerimonia è tutto, che l’abito deve essere lungo e ci si deve sposare in chiesa perchè così è più emozionante (???? mah, punti di vista) , che è bello avere 2-300 invitati ed è bello lo stress che accompagna i miliardi di preparativi nell’anno precedente.
Niente di più lontano da come siamo noi
Nel nostro caso è stato stupendo così. Intimo, unico, divertente, folle ma soprattutto NOSTRO. Perché spesso in un giorno così l’amore viene messo da parte per dar spazio all’apparenza, alle formalità…. Noi abbiamo organizzato tutto in nemmeno 3 mesi, con serenità, andando a vedere le fedi un pomeriggio in cui non avevamo niente da fare ma emozionandoci nel momento in cui le abbiamo provate, chiedendo di fare le foto a mia cognata perchè è la sua passione, e agli amici presenti, condividendo quel momento con la famiglia, i fratelli e gli amici più cari che sono voluti comunque passare a dare un saluto.

Perché quel giorno chi doveva esserci c’è stato. E chi non ha potuto causa di forza maggiore c’era comunque col cuore. In particolare le mie amiche Pandora, Manu, Giulietta e Gabry (quest’ultima impegnata con un “certo” pancione…..).

Una giornata come un’altra in fondo, emozionante, pazza, fuori dal comune, divertente come tante altre che hanno accompagnato questi 6 anni (ormai 7).
Una giornata che ha semplicemente rafforzato un’unione che già c’era e che non ha bisogno di fronzoli per continuare ad esserci.
Così è stata per noi “Quella Cosa“.
Semplice ma intensa , intima ma allegra, divertente, folle ma serena…. come siamo noi due insieme.
Speciale come l’uomo che ho sposato e come l’amore che provo per lui.
Speciale e unica, a modo nostro, come siamo noi due.
Due matti in viaggio con una KTM, il metal in sottofondo, il vento tra i capelli e il cuore che batte sempre insieme, in un unico battito…..

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Se aveste bisogno di una torta speciale eccovi il contatto della mia amica Clarissa Gentile kaly03@libero.it fatele pure il nome di Closette.
Se cercate una maga del make up stupendo, naturale e a prova di lacrime e risate eccovi qui il sito di Veronique (vi dico solo che io l’ho chiamata due giorni prima e lei, abituata a ricevere ‘prenotazioni’per i successivi due anni, non ha comunque fatto una piega..e l’ho amata per questo).
Un ringraziamento speciale a Tommy, il numero 1, colui in grado di renderti più figa di una modella di Victoria Secret’s (ehm..per la testa almeno, perchè per i miracoli si sta ancora attrezzando). Disponibile (soprattutto perchè col traffico si è fatto un’ora di macchina e non mi ha mandata a quel paese). Il suo studio, My Place Hair Studio è diventato ormai IL POSTO A MILANO, quello dove davvero si realizzano tutti i desideri (si entra con la paglia in testa e si esce col capello di Jennifer Aniston EVHODETTOTUTTOOOO)
E grazie a Paola Genellini, violinista professionista…..pelle d’oca dalla prima all’ultima nota (sono buona e vi giro i suoi contatti eh…dite pure che siete amiche mie se ne avete bisogno 😉 genellini@tiscali.it)

E adesso disgraziate, non dite che non vi ho accontentate con le foto eh!