Giordania – L’Acqua

Nel primo capitolo del mio diario di viaggio ho parlato del deserto del Wadi Rum. Per giungere alla seconda tappa, voglio passare attraverso una citazione de “Il Piccolo Principe” che dice: “Ciò che fa bello il deserto, è che da qualche parte nasconde un pozzo”.

Ed è così che è stato per me il viaggio lungo i 350km che compongono la Giordania: le ore sotto il sole cocente del deserto, l’aridità del suo suolo, l’essenzialità dei suoi orizzonti, per giungere finalmente nella mia oasi di pace, il Mar Morto. La depressione più profonda della terra (più di 400 m sotto il livello del mare), l’aria incredibilmemte ossigenata, un’acqua sulla quale fluttuare per sentirsi immersi in una nuvola e dalla quale uscire (dopo essersi sapientemente spalmati con i rinomati fanghi del Mar Morto!) con la pelle rigenerata grazie alla sua ricchezza di minerali.
Se oltre a tutto ciò ad accoglierti è un resort come il Kempinski Ishtar Hotel, è un attimo credere di essere nel paradiso terrestre: diverse piscine affacciate sul mare, una Spa d’eccellenza e un personale attento e sempre estremamente cordiale. Una di quelle strutture nella quale chiudersi per una settimana per sanare corpo e mente dallo stress della vita quotidiana.

giordania_closette

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Ma non posso concludere qui il mio capitolo sull’elemento “Acqua” senza parlarvi di un’altra esperienza, nonostante io stessa faccia fatica a tradurla in parole. Fatico a farlo perchè credo si tratti di uno di quei momenti che si possono capire fino in fondo solo quando vissuti sulla propria pelle, nel vero senso della parola. Si tratta del sito termale di Ma’in, noto fin dall’antichità. incastonato tra le rocce di un canyon che rende il paesaggio i credibilmente suggestivo. Il sito è caratterizzato da sorgenti d’acqua termale che sgorgano a una temperatura che varia tra i 45° e i 65°C, sotto le cui cascate assorbire completamente e avidamente tutta l’energia di Madre Terra. Se poi, anzichè usufruire del sito termale ”ordinario” (ingresso a pagamento) frequentato sia da turisti che da locali ci si avventura un po’ nei dintorni come ho fatto con i miei compagni di viaggio, la sorpresa risulta anche maggiore e l’intensità dell’emozione amplificata nell’imbattersi nella “Family Waterfall”, una piccola cascata della stessa sorgente termale a entrata libera e frequentata esclusivamente da locali.

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www.kempinski.com

Veronica Tura
VERO1

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