Giordania – Deserto del Wadi Rum

Cercavo il modo migliore per raccontare la mia ultima esperienza di viaggio, con l’obiettivo di organizzare in pochi articoli sette giorni di emozioni, 1500 km di esperienze, luoghi tanto vicini, eppure così diversi.

Ecco dunque perché sono giunta alla Teoria dei Quattro Elementi, secondo la quale ogni sostanza esistente, nel microcosmo e nel macrocosmo, è costituita da quattro componenti: fuoco, aria, acqua, terra. Elementi così diversi, eppure così complementari. Ed è esattamente questa la prima caratteristica che mi viene in mente quando ripenso alla Giordania: l’eterogeneità.
Ho intrapreso il mio viaggio accompagnata da grandi interrogativi, rincarati dalle numerose perplessità espresse da chi mi stava attorno, specialmente sul fronte della sicurezza. Poi, appena prima di partire, il referente dell’Ente del Turismo Giordano mi disse una frase che sarebbe risuonata nella mia mente per tutti i sette giorni della mia permanenza in terra giordana: “Datevi tempo e non pensate solo a Petra. C’è dell’altro in Giordania che vi aspetta“. E così è stato, mi sono data del tempo e in Giordania ho trovato molto altro.

Inizio il primo capitolo del mio diario di viaggio dall’elemento del Fuoco, incarnato nello specifico da quell’immensa e disarmante distesa di sabbia che è il deserto del Wadi Rum. Gli occhi sprofondano nel suo intenso colore rosa-aranciato, mentre si viene assaliti da un senso di libertà estrema.

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Diverse sono le modalità per percorrere questo luogo incredibile, tra le più caratteristiche sicuramente il Treno d’epoca che ogni venerdì fino alla fine del 2015 percorre un tragitto della ferrovia, per concludersi con un’elettrizzante rievocazione storica dell’assalto al convoglio da parte dei banditi al galoppo dei loro cavalli e cammelli. Meno storica ma sicuramente più wild invece è l’opzione Jeep 4X4, con la quale valicare le assolate dune fino magari al primo campo tendato. E’ proprio in uno di questi che ho vissuto una delle esperienze più intense che abbiano caratterizzato il mio viaggio: l’accoglienza dei beduini, l’aroma del tè, il ristoro dalla calura del deserto.

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Incredibile in particolar modo è stato vedere la preparazione dello Zaarb, un piatto a base di carne e verdure cotto per diverse ore in una buco sotto la sabbia, per essere poi aperto come uno scrigno magico e lasciar sprigionare il suo intenso profumo di spezie.
In questi campi tendati vi è la possibilità di sostare per poche ore o di alloggiare anche per la notte. Le tende infatti sono fornite di ogni comfort, per quanto possa servire, dato che lo spettacolo che si aprirà sopra le vostre teste, una volta seduti di fronte al falò vi farà difficilmente desiderare di andare a dormire.

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Turismo Giordania

www.wadirumprotectedarea.com

Veronica Tura
VERO

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