A Casa Eatery

Come forse già avrete intuito se avete letto anche uno dei miei post mi piace mangiare e, benche’ adori (davvero adori) le cene fuori con la mia bassetta, diciamo che se c’è da sperimentare una serata vietata ai minori di 18 anni non mi tiro indietro. Anzi proprio corro.

Se poi c’è di mezzo un’amica speciale che sa, anche lei come te, dove è andata in vacanza Kendal Kardashian (per chi si domanda chi sia Kendall Kardashian, mi spiace dirvi che non ci siamo proprio!) ecco il cerchio si chiude proprio.
Devo dire che (grazie al signor Furio che mi è toccato in sorte come marito) in genere vado sempre negli stessi posti. Siamo una famiglia un po’ abitudinaria direi. Un po’.
Per fortuna le mie due amiche blogger super fashion e super foodie, Closette e Moms About Town, mi fanno scoprire posti nuovi ogni tanto, sennò se aspetto Furio sono a posto.
Stavolta è stata la volta di Emme, per l’appuntamento fisso mensile “vai a cena con Emme” e mi ha proposto A Casa Eatery. Io, che gia’ non avevo nessun dubbio – non per niente chiamo Emme Montadvisor – ho chiesto anche a Closette se lo conosceva. Ed ovviamente la risposta è stata un si entusiasta – io ero l’unica all’oscuro quindi, come al solito…. Ma non l’aveva ancora provato! Incredibile!
Allora io, che in realtà voglio rubare il lavoro a quelle due, mi sono proposta per scrivere un post. Io un post su un ristorante cool! Che orgoglio! E Closette, magnanima lei, ha detto si.
Ed eccomi qua.
L’entrata è un po’ nascosta, quasi mimetizzata all’interno di un palazzo anni 60/70, come ce ne sono tanti a Milano.
Ma già dal dehor che ti accoglie all’ingresso, capisci che il posto è un po’ magico: 2 o 3 tavolini per i fumatori e per il bicchiere della staffa, tra scaffali di piante e di odori, un po’ in ombra quasi a non voler disturbare chi entra e chi esce, illuminato solo da un paio di lanterne e dalle luci interne.
E poi questa porta “di casa”, in un azzurro acceso, che ti invita proprio ad entrare e scoprire.
Le foto parleranno sicuramente meglio di quanto possa fare io ma due parole le voglio spendere sull’interno (visto che lo scrivo sto post meglio che lo faccia bene, sennò Closette mi bacchetta LOL).
Un ambiente molto grande ma stranamente intimo e raccolto con (udite udite milanesi) tavoli moooolto distanti tra di loro, tutti in qualche modo schermati l’uno dall’altro. Arredamento volutamente casual, con preponderanti influenze anni 50 e 60. Bellissimo.
A noi avevamo riservato uno dei posti migliori: tavolo da 4 raccolto tra un paio di librerie, il massimo della privacy. Le spiegazioni per questa scelta possono essere molteplici, ma io propendo per questa: avevano paura di Emme, che, benchè sembri una tipa innocua, può fare più male di un alveare di calabroni inferociti se la fai mangiare male.
Non c’era molta gente quando siamo arrivate (e che ci volete fare noi abbiamo la ritirata presto che c’abbiamo na certa età), il locale si è riempito via via, ma nessuno era lì per caso: molti sembravano clienti abituali, sembrava un po’ di essere a casa.

A casa Eatery è stato voluto, pensato e realizzato da un Salentino (io l’ho sempre detto che il Salento è il vero motore dell’Italia) che si occupa di finanza ma con una passione per la ristorazione e per i sapori del suo Sud.
Il menu sta tutto su una pagina, ma fa un giro quasi completo della nostra bella terra del Sud (oh vabbè c’ho l’orgoglio terrone che volete?), così come la carta dei vini, assolutamente coerente con i piatti. Alla varietà hanno preferito la qualità e mi trovano completamente d’accordo.
Io ho preso i gamberi alla conza, saltati con mollica di pane e mandorle: erano ottimi, molto saporiti e soprattutto i gamberi erano ben puliti! Emme la battuta di Fassona (lei se non c’è la sua carne cruda nel menu non si siede proprio a tavola, donna preistorica) con maionese leggera alla senape: le è piaciuta molto e, come dicevo, lei non è una che si spreca in complimenti.
Io, che sono una pastaiola, ho preso gli spaghettoni Cavalieri (clap clap per la scelta della pasta che per me è F-O-N-D-A-M-E-N-T-A-L-E), aglio, olio, vongole e peperoncino: se ci ripenso adesso che sono solo le 10 del mattino mi viene l’acquolina. Cottura pasta perfetta, condimento giusto, vongole ben spurgate (nessun fastidioso granello di sabbia mentre mastichi), peperoncino senza esagerare così da non coprire i sapori e mantecatura del piatto splendida (in questo caso dobbiamo dire grazie anche al tipo di pasta scelto devo dire)
Emme si è fatta tentare da un’altra delle sue grandi passioni, il baccalà. In questo caso condito con olive, patate schiacciate e pomodori confit. Ha apprezzato molto la cottura e il condimento. Leggermente salato se proprio doveva fare un appunto (tra baccalà e olive è una bella lotta a sale).
Ci siamo scolate un’onestissima bottiglia di Greco di Tufo biologico – che si sa noi siamo signore e beviamo con moderazione – e abbiamo chiuso in bellezza con un pasticciotto con creme di frutta e crema alla vaniglia. Buono anche lui.
Come dite? Il conto? Una bella sorpresa anche lì: poco più di 70 euro.
Che altro dire, potrebbe diventare proprio il posto del cuore, un po’ come essere a casa.

a casa eatery

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La Vale

A Casa Eatery
via Conca del Naviglio, 37
Milano
Tel. +39 02 36743350

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